Il 21 novembre 1966 viene aperta la comunità Domus Aurea, ora Mater Verbi, e le prime 46 novizie vi prendono dimora. Si lavora da subito alla messa in sicurezza e sistemazione del capannone (ora Emmaus) di fronte alla casa colonica. Il 2 febbraio 1967 viene inaugurato come deposito, salone di lavoro e anche … dormitorio perché le novizie sono tante e la casa Mater Verbi non basta più.
Il 1967 è l’anno del primo raccolto: patate, verdure, pomodori e meloni. Si cominciano a piantare alberi di ogni tipo. Per mantenersi le novizie oltre al lavoro dei campi portano la buona stampa nelle famiglie; era il lavoro della “diffusione” che in quegli anni era pressoché l’unico cespite di vita della giovane famiglia religiosa. Nel 1968 viene piantata la vigna. Alcuni operai con l’aiuto dei contadini delle famiglie vicine con mani forti e sicure maneggiano con maestria ruspe e trattori, e a poco a poco trasformano il terreno impervio, disegnando strade e sentieri, colmando avvallamenti, spianando scarpate, preparando il terreno per la semina. La scoperta e l’incanalamento della sorgente ha permesso di bonificare la parte bassa, che era tutta una palude. Un contadino, con la moglie e il figlioletto viene ad abitare al Paesetto. Alloggia vicino alla “vaccheria” e si prende cura degli animali: mucche, conigli, galline, maiali. Una vera piccola fattoria.
Il 24 giugno 1968 viene posta la prima pietra della nuova Domus Aurea sulla sommità della collina; nell’aprile 1970 la costruzione prefabbricata è pronta come nuova dimora per le Novizie e subito accoglie anche piccoli gruppi per la preghiera e corsi di esercizi spirituali per giovani. Dal 1970 al 1973 la casa Mater Verbi viene data in uso alle Suore Missionarie del Lavoro che vi ospitano un gruppo di persone anziane. “Il Paesetto della Madonna comincia a prendere la sua vera fisionomia” scrive la fondatrice: “Abbiamo ceduto la nostra casa di noviziato alle Missionarie del Lavoro per un ricovero e le novizie occupano la nuova casa con la chiesa dedicata al Sacro Cuore. Cederemo presto un’altra parte a Suore di Verona per i loro piccoli minorati e poi un terzo lotto a Suore Indiane per un ospedale e così finché avremo regalato tutto il colle. La pianura sottostante sarà per la parrocchia e solo alcuni tratti coltivati resteranno a noi.”
Nel 1971 viene data una sistemazione al vecchio fienile, vicino all’ingresso principale, chiamato San Gabriele, che viene messo a disposizione successivamente per periodi più o meno lunghi per chi ne aveva bisogno. Dal 1982 e ancor più dopo la ristrutturazione del 1994-1995 ospita una comunità di nostre Sorelle anziane e ammalate: la comunità della Vergine Annunciata.

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